• Dott.ssa Chiara Russo

Soul: un pass per la vita


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Sì sa che dal parrucchiere si tengono grandi discorsi esistenziali e questo film ce lo conferma con due delle domande vocazionali più grandi di sempre:

- “Vale davvero la pena vivere per poi morire?”

- “Ti dicono che sei nato per fare qualcosa.. ma come capisci qual è quella giusta?”


I due protagonisti di questa storia sono:

- Joe Gardner: un appassionato pianista jazz, insoddisfatto della sua professione di insegnante di musica alle scuole medie e la cui anima viene separata dal corpo dopo un incidente

- Ventidue: un'anima dell'Ante Mondo che non sembra avere nessun interesse per la vita


I due si incontrano nell’Ante Mondo e la situazione è questa: Joe Gardner vuole tornare indietro e riappropriarsi della vita per poter finalmente coronare il suo sogno di musicista jazz, mentre Ventidue vuole sbarazzarsi del suo pass per la vita, rinunciando per sempre alla possibilità di vivere. Decidono allora di lavorare insieme per completare il pass di Ventidue, darlo a Joe per permettergli di tornare in vita con buona pace di Ventidue che pensa di aver risolto un problema. Si sta bene fuori dalla vita, pensa Ventidue, perché “so cosa aspettarmi” e poi “un’anima qui non può essere schiacciata; per quello c’è la vita sulla terra”.

I due personaggi sono agli antipodi e l’uno non capisce le motivazioni dell’altro.

Joe dice a Ventidue: “Ma qui ti perdi le cose belle della vita come.. la pizza!”

Ventidue dice a Joe: “La tua vita è triste e patetica, ma stai facendo i salti mortali per riaverla… perché?”


Uno vuole la vita a tutti i costi e l’altro ne ha paura.


Poi ci sono le persone in bolla: sono quelle che “non riescono a liberarsi di ansie e ossessioni e per questo perdono il contatto con la propria vita”. Tra loro solo alcune diventano anime perdute. Anche i due protagonisti rischieranno di perdersi, ossessionati l’uno dalla presenza e l’altra dall’assenza della propria scintilla.


Per Joe Gardner la delusione più grande arriva paradossalmente proprio quando realizza il suo sogno. Finalmente ottiene di poter suonare con il suo mito - Dorothea Williams - per poi scoprire che il giorno che aspettava da sempre lo immaginava diverso. Troppo focalizzato a raggiungere quell’obiettivo aveva perso di vista tutto il resto e “quando la gioia diventa ossessione avviene il distacco dalla vita”. Joe ammetterà infatti a sé stesso “per un periodo mi sono perso anche io” e un cambiamento di rotta sarà possibile solo quando si chiederà: “che sto facendo della mia vita?”.


La vita non è domani, la vita è adesso (cit. Baglioni)


La sua vita – e la sua musica – cambiano quando cambia il suo sguardo sulle cose.


Tutta la vita allora acquista un senso e Joe può suonare un’altra canzone, quella di una nuova vita che gode del fatto di respirare, di comporre una melodia sulla ringhiera, di divertirsi con il vento e meravigliarsi per una foglia che cade sulla mano, un rocchetto di cotone o un lecca-lecca. La vita infatti è sì quella del momento tanto atteso, ma è anche quella che non trascura il percorso per arrivarci perché esso è la vita stessa. Solo in questo modo non si insegue un’ossessione in una bolla, staccati dalla realtà, perché si rimane perfettamente ancorati ad essa tramite i piccoli e grandi momenti di felicità di ogni giorno.

Anche Ventidue rischierà di perdersi e confesserà: “ho avuto paura di non essere all’altezza per vivere”. Quest’anima non vuole vivere per paura di fallire. Non trova la sua scintilla e questo finirà per ossessionarla al punto da convincerla che vivere non fa per lei, che non le interessa, che non è quello che vuole. Quando le viene data l’occasione di provare a vivere - superata la paura iniziale – scopre che le piace, ma quando questa opportunità le viene tolta rischierà di diventare un’anima perduta. Ha paura di crederci di nuovo, illudersi e doverci rinunciare, ha paura di poter perdere la vita che pensava di aver conquistato e per questo entra in una bolla distruttiva, nella quale si ripete: “Non sei niente.. sei inutile.. non ce la farai.. nessuno vorrà mai starti accanto.. prendi solo decisioni sbagliate..”

Come darle torto! Non ha trovato la sua scintilla, non è niente senza di essa, non è degna di vivere.


Quante volte anche noi ce lo siamo ripetuti convinti che la vita abbia un senso e valga solo se troviamo la nostra scintilla, quello che ci rende unici.


Troppo spesso scopo e scintilla vengono confusi. La scintilla non è lo scopo di una persona e Ventidue lo capirà quando penserà di aver trovato la sua scintilla nella gioia che viene dal guardare il cielo blu e dal camminare ma – come le farà notare Joe – “Quelli non sono scopi Ventidue, è semplicemente vivere”.

Quest’anima completerà il suo pass per la vita quando smetterà di essere ossessionata dal trovare la sua scintilla e lascerà da parte la paura di fallire mettendosi in gioco. Solo allora il suo pass sarà completo e sarà pronta per vivere.


Per tuffarci nella vita infatti abbiamo bisogno di qualcuno che ci voglia bene e che creda in noi, ma il salto in definitiva lo puoi fare solo tu. Chi ti vuole bene può sostenerti fino ad un certo punto, ma poi c’è una parte che spetta a te e per la quale devi lasciare quella mano che stringi per paura di perdere le tue sicurezze (materiali o affettive) e farti male.

Joe nel salto per la vita tiene per mano Ventidue e le dice: “Fin dove posso starò con te” ma arrivato il momento definitivo dice: “Ora tocca a te” e nel farlo le mette nella mano un petalo come a dire: non dimenticarti di vivere e vivere è godere delle piccole cose di ogni giorno. Non farti fregare dalla paura, “apri gli occhi!” rischieresti di perdere la bellezza di quanto c’è in ballo. “La vita ti offre mille opportunità per essere felice, basta sapere dove guardare” e non è importante “cosa” ma “come”. Anche Joe avrà un’altra opportunità per vivere, ma la sua musica sarà cambiata: “non lo so che farò ma so che della vita che mi rimane assaporerò ogni momento”.


Allora all’inizio di questo nuovo anno voglio che tu sappia che non è mai troppo tardi per iniziare e ri-iniziare, basta fissare lo sguardo sulle cose che contano e ripetersi ogni giorno: “Preparati, la tua vita sta per cominciare”


Un grazie speciale a Michele Russo per la sua scintilla e per l'illustrazione grafica di Joe Gardner

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